Visualizzazione post con etichetta music. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta music. Mostra tutti i post

sabato 25 maggio 2013

E Il sesto giorno, mia madre inventò le pulizie

Stamattina mi sono svegliato ancora prima che la sveglia puntata alle 9.00 suonasse; tanto per farvi capire i miei folli venerdì sera. A casa Romano vigono poche ma ben precise regole, una di questa è: se ti trovi in casa il sabato mattina prendi uno straccio e inizia a pulire qualcosa.


E per pulire qualcosa non può mancare la musica adatta. Mai impostare la vostra libreria musicale in modalità random, non farà altro che prolungare e rendere più faticosi i vostri lavori domestici. Ogni mansione vuole la sua musica:

Per spolverare l'ideale è il Greatest Hits di Jennifer Lopez, così possiamo fingere di essere le nuove Marisa Ventura nel remake di Un Amore a 5 Stelle, e se non sapete di cosa sto parlando scaricate subito la filmografia di J.Lo e fateve na cultura.




Se invece dovete passare l'aspirapolvere, la canzone che fa per voi è Celebration di Madonna, in modo da darci un tono anche col Folletto in mano.



Breathe on Me di Britney parte, invece, nel momento in cui vi accingete a rifare il letto e questo è uno di quei momenti in cui una .gif vale più di mille parole.



Il lavaggio del pavimento è il momento in cui mi viene da fare quelle profondi riflessioni che portano ad importanti cose come la nascita di questo post. Rifletto sulla mia vita, su ciò che ci circonda, e su come sia possibile che la signora del piano terra produca questo fetore da cane bagnato ogni volta che cucina qualcosa. 
Si vede che l'acqua buttata sul pavimento mi rilassa, oppure che le esalazioni di Riocasamia alla mentuccia mi sono arrivate dritte al cervello. In ogni caso per questo momento di pulizie scelgo sempre una canzone profonda e di spessore tipo Better The Devil You Know di Kylie, Anything Could Happen di Ellie Goulding oppure qualcosa a caso dell'Aguilera che lei fa molto lavaggio di pavimenti.

A questo punto la mia stanza è pulita, e io sono reduce dal concertone pop del millennio. Ora correte su Spotify e fatevi una bella playlist per le pulizie!



martedì 7 maggio 2013

Le 10 Invasioni di Palco Più Belle di Sempre

Le invasioni di palco da parte di fan più o meno indemoniati sono vecchie quanto le parrucche di Cher, eppure non cessano di esistere nonostante l'evoluzione della nostra specie, chiaramente illustrata da questa esaustiva diapositiva:


Ultimo artista violentato nel profondo sul proprio palco è Justin Bieber, che nel corso del suo ultimo concerto a Dubai è stato bruscamente salvato dalle grinfie di una ragazzina dodicenne, con tanto di pianoforte sbattuto per l'aria dai bodyguard. Possiamo tutti immaginare quanto sia pericolosa una ragazzina ad un concerto di Justin Bieber.




Altra storica invasione di palco risale al 1981, quando i Keith Richards prese a chitarrate un fan salito sul palco mentre Mick Jagger cantava allegramente Satisfection sommerso da palloncini e vestito da Geri Halliwel.


Schifata come se un piccione le avesse cagato sul palco invece è Lady Gaga, che, davanti ad un fan letteralmente adorante e strisciante, indietreggia sui tacchi fino a scampare il pericolo.



Signora come poche, Laura Pausini, che quando non canta mi sta sempre più simpatica. Capendo, dopo qualche attimo di terrore, che sul palco non è atterrato Osama Bin Laden, la Pausini tranquillizza la sicurezza e congeda la sua fan lesbica con un bell'abbraccio.




Chi non avrebbe dovuto risparmiare in sicurezza per quel concerto in Germania è Robbie Williams catapultato giù dal palco da un fan che probabilmente molto fan non doveva essere.




Il bodyguard di Miley Cirus invece è convinto di essere la guardia del corpo del Papa: dopo aver ributtato tra la folla la fan arrivata sul palco, trascina Hanna Montana dietro le quinte in salvezza come se da un momento all'altro il palazzetto dovesse crollare.




Spettacolare a tal punto da far pensare che sia stata tutto una messinscena, è l'invasione di palco di un fan coreano ad un concerto di Michael Jackson. I due ci regalano uno sbalorditivo momento Rose&Jack.



Sarà stato un fan dei Blur il tizio che è salito sul palco di Noel Gallagher per spingerlo con la faccia a terra. Adorabile.


Più che un'invasione di palco, quella subita da Emma Bunton a Fantastico1997 è una richiesta di pompino. Indimenticabile. (minuto 1.20)


Chiude la classifica delle 10 invasioni di palco più belle della storia: Britney Spears, ancora cagata sotto nel suo body da poliziotta, che ci regala un'espressione che mai più senza!



Non avrei mai pensato che Justin Bieber diventasse la mia ispirazione per un post di comeback su questo blog!

venerdì 12 ottobre 2012

Stasera Sobri

Ultimamente questo blog è diventato il calendario ufficiale dei concerti a cui partecipo, e ce ne siamo fatti tutti una ragione, tranquillamente.

Signore di ogni età accompagnate da amiche o mariti, mamme con bambini, famiglie intere, coppie di ragazzini innamorati e ovviamente i gay, (i gay sono essenziali ai concerti pop, sono un po' come l'esplosione di coriandoli finale, senza non è la stessa cosa) questo il pubblico di Jennifer Lopez accorso ieri sera a Bologna per l'unica data italiana del suo primo (e a mio avviso anche ultimo) tour mondiale.
Diciamocelo, nonostante il successo di truzzate dance e campionamenti della Lambada vari, la vera J.Lo è quella che abbiamo conosciuto in quel periodo di transizione che dagli anni 90 ci ha catapultati prepotentemente nei 2000; e il suo show sembra riassumere questo concetto.

Nessuno va ad un concerto di Jennifer Lopez con la pretesa di ascoltare la voce di Maria Callas, eppure J.Lo riesce anche a cantare live (ogni tanto) regalandoci anche una versione acustica di If You Had My Love coperta da un drappeggio celeste che Laura Pausini levati.


Un Carnevale strafatto di glitter e porporina, con tanto di costumi che sembrano rubati dal guardaroba di Pamela Prati, ma che stranamente non sfocia mai nel cattivo gusto; questo è stata J.Lo ieri sera.
Jennifer si dimena, abbraccia il pubblico, raccoglie qualsiasi cosa i fan le lanciano sul palco, impossessata per un momento da Chris Martin si aggroviglia commossa in una decina di bandiere italiane, muove il suo famoso derrière e fa muovere quello del pubblico, vi sfido io a stare calmi su canzoni come Waiting for Tonight, Get Right o Love Don't Cost a Thing.
Con con uno show senza pretese, J.Lo riesce a tener testa a sue college più giovani, più alla moda e più ''sofisticate'' senza nemmeno l'aiuto di insulsi stratagemmi come tette da fuori e finti amplessi sessuali.












sabato 1 settembre 2012

[Record Club] Havoc and Bright Lights, Alanis Morissette

Ho visto Alanis Morissette dal vivo lo scorso luglio, all'Hydogen Festival di Piazzola sul Brenta. Palco scarno, band figa, leggings eco pelle Zara e soliti capelli lisci e lunghi come se il 1995 non fosse mai passato e in tv ci fosse ancora l'ultima stagione di Blossom. 
E' stato un concerto puramente di musica, neanche un ledwall capace di distrarti pochi secondi da ciò che accadeva sul palco. Setlist da greatest hits e alcuni (pochi) inediti tratti dal nuovo album che sarebbe poi uscito ad Agosto.
Impeccabile esecuzione sulla quale non mi soffermo, quale persona cresciuta negli anni 90 non si  emozionerebbe su Ironic? Chi non ha mai urlato You Oughta Know a qualcuno?
Ciò che mi ha realmente colpito è che è stata a prima volta in cui ho visto un'artista così distaccata e poco partecipe sul palco, Britney Spears a parte. Alanis ha cantato, intrattenuto, ha fatto bene il suo lavoro e nulla di più. 

Peccato, anche perché il nuovo disco, Havoc and Bright Lights, fornisce molti spunti visivi per offrire ai fan qualcosa in più. Atmosfere ariose, corpose e piene che offrono un pop a volte soffocato dalle chitarre e dalla batteria live. 
Prodotto da il praticamente a me sconosciuto Joe Chiccarelli e il ben più noto Guy Sigsworth, il primo singolo, Guardian, è un riassunto di tutto ciò che è il disco: trecce prodotte e poi ri-prodotte, da due artisti musicalmente molto lontani. La formula Chiccarelli+Sigsworth si ripete per metà delle tracce presenti in Havoc and Bright Lights, e allora ecco i suoni elettronici, astratti e inventati dal nulla da Sigsworth che vengono letteralmente stuprati dagli strumenti dal vivo di Chiccarelli. L'esperimento funziona in canzoni come Guardian, Woman Down, Celebrity e Havoc (le uniche due canzoni di questo disco destinate a durare nel tempo), mentre in altre tracce fallisce miseramente regalandoci un pop rock a metà strada tra Michelle Branch e Vanessa Carlton che sembra appositamente scritto per uno spot televisivo a caso. La cosa si ripete per molte tracce prodotte da Chiccarelli (come Empathy, Win and Win e Receive), giocare a trovare il colpevole quindi risulta semplice.

Ciò che forse non delude sono le liriche (tipico punto di forza delle canzoni di Alanis): geniale il testo di Celebrity dedicato a chissà quale sgualdrina del pop (''I'm a tattooed sexy dancing monkey''), spigoloso quello di Woman Down, giusto un filo prima delle carie si ferma quello di 'Till You e topico il testo di Havoc.

Forse ci si aspettava qualcosa di più dal primo album di Alanis pubblicato sotto etichetta indipendente, invece Havoc and Bright Lights sembra quasi una foto di Annie Leibovitz passata sotto un filtro a caso di Instagram che l'ha rovinata per sempre; eppure, pur non facendo gridare al ''capolavoro'', il disco non delude. Nel suo complesso suona bene, le canzoni sono posizionate lì dove dovrebbero essere e l'una appartiene all'altra. Probabilmente smetteremo di ascoltare l'intero disco tra un paio di mesi (con le dovute eccezioni), ma per ora metterlo in auto e lasciarlo scorrere è piacevole.






venerdì 13 luglio 2012

Tutta la vita Cher

Grande nottata per Cher su Twitter che come al solito risponde pure a chi le chiede quale pasta adesiva per la dentiera usa.



Sono convinto che tutti dobbiamo morire prima o poi. Tranne Cher. E mentre preparo una richiesta ufficiale all'Unesco per rendere il suo corpo Patrimonio Mondiale dell'Umanità, vi dico che se non seguite tutti Cher su Twitter siete tutti fan di Valerio Pino.

venerdì 6 luglio 2012

#RipAlizée

Dovrei fare un RIP sulla rubrica RIP e invece questa settimana lo dedichiamo alla Francia, pià precisamente alla Corsica e ancora più nello specifico alla mia cantante francese preferita dopo Dalida (si lo so che è nata a Il Cairo), Alizée...

Prodotta da quel mito di Mylène Gautier, Alizée diventa popolare nel mondo grazie alla celeberrima Moi... Lolita, il quale video vede la nostra eroina francese fuggire di casa dopo essere stata stuprata con un panno bagnato dalla giunonica madre contraria allo stile di vita da ''troietta'' della figlia. Tutto ciò accadeva nel 2000 e lo sapete tutti.


Dopo il lampante successo di Moi... Lolita, Alizée torna nell'anonimato più o meno in tutto il globo, fatta eccezione per la Francia, il Messico (dove riesce a pubblicare anche un best of) e alcune cerchie gay. Tuttavia, ad oggi gli pubblicati dalla Stella della Senna sono ben quattro, più uno live e uno in arrivo a breve.

Tutti di poco conto restano i suoi dischi, fatta eccezione per quel quel gioiellino elettro pop che è Une enfant du siècle del 2010: testi poco scontati, arrangiamenti freschi e attuali ancora oggi e una raffinatezza in tutto il progetto che probabilmente Alizée non raggiungerà mai più.

Maritata, ingravidata, sgravidata e quasi trentenne ma con le solite fattezze di una quindicenne e l'altezza di Mariano Apicella, Alizée è pronta a tornare. Il nuovo singolo, À Cause de l'Automne, è uscito la scorsa settimana in anteprima sul suo sito ufficiale e purtroppo si scosta dall'ultimo suo lavoro tanto amato da me, ma da una che usa le emoji per iPhone peggio di Cher che te vuoi aspettà?! 
Vive La France!





sabato 5 maggio 2012

Notizia è l'anagramma del mio nome

Non sono mai stato un grande fan di Tiziano Ferro. In realtà ultimamente mi sono accorto che quando uscì il suo primo album (Rosso Relativo) lo consumai, e più o meno mi ricordo ancora un po tutte le canzoni. Sabato 28 aprile sono stato a vederlo all'Adriatic Arena di Pesaro e mi sono divertito. Vabbè che io sono capace di esaltarmi anche per un concerto dell'Orchestra Casadei, però Notizia, che è l'anagramma del suo nome, ci sa fare.
Tiziano appare dall'alto e no come la Maria Vergine, ma come la migliore delle pop star mondiali, ha un palco ben strutturato, ampio e con degli effetti luce ben curati e particolari che non mi sarei mai aspettato da un suo concerto.
Quasi due ore di live che passano piacevolmente. Momento più basso, sicuramente il remix di Xdono con Notizia in costume da rapper by giochi preziosi e microfono ad archetto che gli permette di improvvisare anche una rap dance con tanto di cappuccio. In pratica tutto il peggio del 1999 e degli inizi 2000 insieme su un unico palco.








Lady Gaga in Italia, seconda data

che non verrà mai annunciata.
Cosa c'è di più fastidioso e imbarazzante dell'entusiasmo dei little monsters per la partenza del tour di Lady GaGa? Il fanatismo di alcuni madonnari.
L'apertura del tour l'aspettavo con ''ansia'' anche io (ridimensionate x3 la parola ''ansia''), ero curioso di sapere come sarebbe stato il secondo tour di GaGa. Un'idea precisa ancora non la ho, anche perché ho visto poco e quasi tutto in bassa qualità. Da quello che ho visto non mi pare nulla di nuovo e soprattutto di diverso dal precedente tour mondiale. Ho visto che GaGa apre con un cavallo vero travestito (male) da unicorno, giuro che se gli caga sul palco il giorno delle riprese del dvd io lo compro. Ma il vero senso di questo post non era perdermi in battute anti gaghiane, volevo solo esprimere il mio fastidio nell'ossessiva crociata sbattuta in faccia a tutti che alcuni fan di Madonna fanno ogni volta contro Gaga. Se una cosa ti fa cagare, dici ''mi fa cagare'', non c'è bisogno di papiri audiovisivi con battute da osteria per riceve il consenso di chissà chi. In fin dei conti comunque, fottesega. Peace! <3

Altro argomento su cui mi ha fatto riflettere GaGa è il problema di Ticketone, unico rivenditore italiano ufficiali di biglietti per (credo) tutti i concerti che passano in Italia.
I biglietti di GaGa sono spariti in pochissimi millesimi di secondi, forse non sono mai esistiti. Perché? 

  1. Le vendite sono state aperte 3 giorni prima per i possessori di American Express, problema marginale dato che i possessori di American Express credo siano 13 in tutto nel nostro paese.
  2. L'affiliazione di Ticketone con qualche sito di bagarinaggio legalizzato poiché su molti siti del genere i biglietti di Gaga ci sono, venduti quanto un rene, ma ci sono. E fin quando ci sarà gente disposta a spendere 350 euro per un biglietto che in realtà ne vale 90, ci saranno sempre. L'affiliazione sarà non ufficiale, ma c'è ed è palese.
L'unica soluzione per trovare biglietti in modo legale ai prossimi concerti è sicuramente quello di non vendersi una gamba per acquistare illegalmente un biglietto rialzato del 200%, poiché fin quando ci sarà richiesta tutto ciò accadrà sempre e già Ticketone in se rialza il prezzo del biglietto di tanto dato che tra lo spropositato costo di prevendita di (5,20 €) e 9,00 € di spedizione da Milano (quando poi dall'Inghilterra per ricevere un biglietto con corriere si spendo poco o più di 5 euro, per esperienza personale) il prezzo originario del biglietto già diventa esagerato.
Che poi il giorno dell'uscita dei biglietti a Sold Out annunciato ho notato che quasi nessuno delle persone che conosco è riuscito a prenderli, chi cazzo se lo va a vedere sto live?? 
Tutto ciò non succede solo per GaGa, ma più o meno per tutti i grandi nomi che passano nel nostro paese.

E ora parliamo pure della banalità di questo post a 3 settimane dalla notizia.


mercoledì 18 aprile 2012

#RipBellePerez

Secondo voi da dove viene una che si chiama Maria Isabelle Pérez Cerezo? No, da nessuna telenovelas latina ma dal Belgio.
Lei ce la ricordiamo e l'amiamo col nome di Belle Perez famosa per le sue acconciature che raccolgono tutto il peggio degli anni 90 in una sola pettinatura.

Popolare in Italia per essere la traccia numero 3 del disco1 della compilation Rossa del Festivalbar 2000, Belle Perez non è riuscita nemmeno ad arrivare al secondo singolo, tranne che in Belgio dove si è levata il gel dai capelli e ha iniziato a cantare cose tipo ENAMORADO BUM BUM diventando uno dei pochi casi al mondo di sgualdrina pop nascente che passa dal pop al latino di bassa lega per restare famosa.

Credendosi la Gloria Estefan delle fiandre, Belle riesce a pubblicare sei album d'inediti, tre raccolte e ben quattro dvd. E ci voglio credere, trovatemi voi un'altra belga che canta come Paulina Rubio.

Cara Belle, il fatto che tu ora canti come Laura Pausini in Argentina mi destabilizza un po'. Preferisco ricordarti trai i girasoli e le finestre di cartoncino bristol, #RipBellePerez.

sabato 14 aprile 2012

So Pop!

Con 8 bit si indica che in un'architettura il formato standard di una variabile semplice è di 8 bit di larghezza.
In parole semplici per noi comuni mortali, gli 8 bit sono le musichine del GameBoy e di Pac Man, e non solo; si parla di 8 bit anche in grafica e in altri campi informatici di cui io ignoro completamente l'esistenza, ma cosa accade quando il vintage geek diventa puttan?

Questo:



mercoledì 11 aprile 2012

#RipDonPhilip

Il Real Inspiring Person di questa settimana sarà breve per ovvia scarsità di contenuti ma sopraffino, poiché questa è roba da veri intenditori.

I primi fan di Britney Spears che hanno acquistato la musicassetta di ...Baby One More Time tarocca, è da sempre che si chiedono: ''Chi cazzo è sto Don Philip che canta in I Will Still Love You?''

Non avendo manco una pagina Wikipedia di tre righe, quello che sappiamo è che Don Philip doveva essere l'equivalente maschile di Britney, sfanculato poi dalla casa discografica poiché tutti i soldi per il suo progetto sono stati destinati a Britney dato il mostruoso impatto che la scolaretta sexy aveva avuto sul mondo.

Tutte le canzoni rilasciate successivamente da Don hanno avuto meno successo dei singoli di Virgola il Gattino, con la sola consolazione di avere il nome stampato sulla tracklist di un album storico.
Peccato, stando a questo video Don avrebbe potuto dare tanto al puttanpop prima ancora che Adam Lambert si facesse la prima tintura.
#RipDonPhilip. So gay!

martedì 3 aprile 2012

#RipJentina

Jentina sobria.
Una botta e via. Questo sarebbe il titolo semmai un giorno uscisse la biografia di Jentina.

Nata da madre rumena, Jentina vive in una roulotte con 13 fratelli nella peggiore periferia del Surrey inglese fino alle età di 16 quando decide di scappare a Miami per lavorare illegalmente come bocchinara e grazie al suo fisico da spogliarellista di The O.C e il suo talento riesce a tornare a Londra vestita Gucci e ruminando chewing gum per incidere il suo primo album.

Fa subito breccia nel mio cuore grazie ad un paio di stivali in eco-pelle alti fino al ginocchio col marchio Dior ben in vista, indossati per una performance a Trl Italia quando ancora Mtv contava qualcosa. Cantava spudoratamente in playback Bad Ass Strippa ri-arrangiata con un clacson da tir che c'ho messo ben mezza performance per capire che non era un camion che passava dietro il palco per caso. La finezza.

Il disco, uscito nel 2005, è una cosa così rozza e coatta che Er Piotta si inchinerebbe, ma è anche un disco rabbioso. Rabbioso con tanto di lipstick, e per questo lo amavo. E' musica coatta, rabbiosa, puttana e con il lucidalabbra, requisiti sufficienti per poter diventare mio album da incazzatura preferito. Provate a dedicare Baby a qualcuno e vedrete come ci si sente.
La cosa che mi affascinava di Jentina era il suo credersi una rapper che non rappava ma che se glielo facevi notare ci metteva 3 secondi a spaccarti il culo.

Ma prima o poi tutti, a parte Lindsay Lohan, ci redimiamo soprattuto se col tuo disco vendi solo 7 copie e per giunta solo in Italia e sei costretta, quindi, a farti un'intera estate in tour per le Marche col Festivalbar per pagarti le spese del disco prima che la casa discografica ti faccia causa, così Jentina s'è fatta redimere e ingravidare da un magnate dei Prodigy e finalmente fa quello che ha sempre sognato di fare nella vita: la mantenuta.

L'ultimo avvistamento di Jentina risale al 2008 in uno spot pubblicitario di reggiseni come la peggior delle Michelle Hunziker; mentre, secondo Wikipedia, il suo secondo album è in lavorazione. Più o meno dal 2006. Fate voi.
#RipJentina, t'ho voluta bene.

sabato 31 marzo 2012

#RipStacieOrrico

I viaggi sono utili per fare tante cose, tipo ascoltare nuovi album o riascoltare album della quale pubblicazione non se ne ricorda manco l'artista del disco.

Mentre per questa primavera io mi sono posto l'obiettivo di far ritornare in auge il giubbotto attaccato in vita, G. ha deciso di di far ritornare di moda Stacie Orrico.
I veri fan della cultura puttanpop non avranno di certo dimenticato il video di Stuck con tanto di scritta sullo specchio fatta col rossetto rosso del Cioè che fa tanto anni '90. E la causa dell'insuccesso di Stacie Orrico è proprio questo: fa troppo anni '90 nonostante il suo primo album pop sia uscito solo nel 2003. 

Stacie è la regina indiscussa del cristian pop, il suo primo album, Genuine, interamente dedicato a Dio, ha venduto 13.000 copie nella prima settimana, stabilendo il record dell'album di debutto di musica cristiana più venduto nella settimana d'uscita. Messa sotto contratto da una major come la Virgin, Stacie non rinnega se stessa e si presenta al grande pubblico vergine e timorata di Dio mentre Britney si preparava a slinguazzare con Madonna, Christina aveva sdoganato i pantaloni col buco sulla figa e il pop diventava puttan. In tutta la sua impopolarità, Stacie non perde la fede (e manco la faccia da culo a sto punto): tre album e un lavoro da cameriera dopo, nel 2007 Stacie pubblica anche un Best Of, di cosa non si sa dato che manco sua nonna lo ha comprato. 

Fosse uscita nel '97 forse avremmo ancora potuto godere del suo neo un po' troppo sopra la guancia, ma Stacie ha sbagliato era, o forse religione, e certi errori il puttanpop non li perdona.
In ogni caso: #RipStacieOrrico

Necessaire di viaggio




giovedì 22 marzo 2012

E se fosse stato BRTNY?

Ho deciso di prestare attenzione a MDNA solo quando sarebbe uscito nella sua interezza e MDNA è stato finalmente leakato e in versione deluxe.
Io non recensisco, più che altro scrivo pensieri e cose che mi vengono ascoltando le canzoni. A caldo. E mi riservo di cambiare sempre idea in qualsiasi momento, così come è successo per Till the World Ends.

MDNA segue la scia di Hard Candy, nel senso che si omologa al sound pop\elettronico che tanto va ultimamente. Ma non c'è nulla di male. E' Madonna, no Björk. Nessuno le chiede di sperimentare. In realtà nessuno le chiede nulla perché tanto fa sempre come le vuole. Sembra.

Girl Gone Wild è il vero singolo apripista di MDNA, la canzone che meglio anticipa il sound e ciò che ci si deve aspettare dalle altre tracce, ovvero: niente di che.

La massiccia presenza di M.I.A. e Nicki Minaj rispettivamente in B-Day Song e Beautiful Killer è inutile e indebolisce le due tracce. Give Me all Your Luvin' bastava e avanzava.

Dagli snippet Turn Up The Radio sembrava una delle canzoni più deboli, e invece è una delle più radiofoniche di tutto il disco, una canzone che se trovi per caso in radio di certo non skippi, anzi è piacevole ascoltarla.

Chissà se sono l'unico che ha provato ribrezzo dal banjo sintetico usato in Love Spent, fatto sta che senza quel ridicolo suono filtrato la canzone mi sarebbe piaciuta di più.

Una quantità imbarazzante di citazioni (I'm a Sinenr, I Fucked Up, I'm Addicted e chi ne ha da aggiungere aggiunga) che a tratti sembra quasi un Best Of più che un nuovo album,  ma in fondo quand'è che Madonna non si è mai autocelebrata?

Britney. Ma tanta Britney: Girl Gone Wild, I Fucked Up, Best Friend e la vera perla di questo disco che è Gang Bang: figlia illegittima di Get Naked con il bridge di Hold it Against Me. 
Con calma che non sto urlando alla copia, è più una citazione. Una forte citazione che mai verrà confermata da qualcuno.

Fatto sta che MDNA è godibile. Dopo aver pigiato 3 o 4 volte il tasto skip del vostro lettore forse, ma è godibile. In fondo da Madonna veniamo e da Madonna torniamo. Sempre.






domenica 11 marzo 2012

Lindsay Lohan è tornata rossa

Ultimamente non accade nulla di interessante. Anche Lindsay Lohan è tornata rossa. La noia.

Anche musicalmente parlando, poco e niente di nuovo da gennaio. Così mi sono ributtato su alcuni dischi di gruppi italiani che si sono sciolti una settimana dopo la pubblicazione del primo disco più o meno e che non hanno manco più pagato il dominio del sito ufficiale.

Da segnalare ho il disco omonimo dei Northpole:


e In Tedesco Vuol Dire Fiore dei Blum (che ha anche una cover adorabile):




martedì 28 febbraio 2012

E se quando l'indie incontra il pop non nascesse Lana Del Rey?

Chi sono i Miike Snow? 
I Miike Snow nascono qualche anno fa dalle menti di Christian Karlsson, Pontus Winnberg and Andrew Wyatt. I primi due sono conosciuti ad un pubblico più ampio anche con il nome di Bloodshy&Avant grazie alle loro produzioni per Britney Spears che vanno avanti dal 2003 e che li rende una delle coppie di produttori più richiesta dall'industria del pop.

I Miike Snow sono un progetto indipendente svedese di musica electropop che sfocia in un primo album omonimo (pubblicato nel 2009) che sicuramente fa storcere il naso a parecchi simil-hipster che vanno in giro con il cappellino Paul and Bear, poiché quello dei Miike Snow è un sound divertente e per nulla '' acustico'' rispetto a quello dei Kings of Convenience. E sappiamo che ai simil-hipster le cose divertenti non piacciono. Che poi io po
Se il pop deve incontrare un mondo più alternativo e indipendente i molti preferiscono Lana Del Rey, io credo che quando il pop incontra dei produttori affatto mainstream il risultato è più una Toxic, una Nudity o una How I Roll.

In attesa del prossimo disco dei Miike Snow, in uscita il 26 Marzo, ascoltatevi queste:

domenica 19 febbraio 2012

Aggiorniamoci

Un compleanno, una morte di Whitney Houston e un festival di Sanremo dopo, sono tornato.

Ho seguito il festival in modo molto marginale e l'ho seguito più di mattina che di sera, quest'anno ho avuto di meglio da fare nonostante sia dell'idea che Sanremo vada guardato sempre e comunque.
Nessuna canzone mi ha colpito particolarmente, anche se sul palco dell'Ariston ne abbiamo ascoltate anche di peggiori. Orribile in testo è musica è la canzone di Emma Marrone, ma tanto sappiamo tutti che spesso e volentieri chi vince Sanremo fa la fine dei Jalisse quindi non vedo perché dovremmo preoccuparci.
Da quel che ho capito ciò che ricorderemo di questo Festival sono: il precariato delle vallette, le parrucche di quella che canta Carlo e che di qualsiasi religione voi siate, in qualsiasi partito politico voi crediate, che siate fan di GaGa o Madonna, tutti accordiamo sull'idea che Adriano Celentano straccia le palle. E non poco.

Whitney è morta. E lo ha fatto nel giorno del mio compleanno. Domenica scorsa apro gli occhi e la prima cosa che leggo è una mail del mio direttore che ci chiede di preparare in fretta e furia uno speciale perché Whitney è morta. Non ho fatto altro che dire 'Whitney è morta' per tutto il giorno, anche a chi mi faceva gli auguri. A me è dispiaciuto, è un personaggio che mi è sempre stato familiare, credo di averla vista per la prima volta in The Bodyguard su Canale5, avrò acuto circa 6 anni. Ciao Whitney.

E infine, si non è apparso sui giornali perché Whitney mi ha rubato la scena, ma si ho compiuto gli anni. Io odio i compleanni degli altri figuriamoci i miei, questo però è stato speciale.
Ora inizio a inorridire per il bruttissimo titolo che sicuramente darò a questo post e scrivo e sottoscrivo che questa è l'unica vera canzone che avrebbe dovuto vincere Sanremo:

martedì 7 febbraio 2012

In ogni caso, #TeamMadonna

Nessuno ha mai pensato che Jamie King dovrebbe andare in pensione? Da qualche anno lo vedo così ripetitivo e privo di idee...
Per chi non lo sapesse Jamie King è l'artefice degli ultimi tour e performance di Madonna, Britney Spears, Rihanna e simili, sua anche la performance che Madonna ha tenuto al SuperBowl. Ma andiamo con ordine:

Give Me All Your Luvin': Il singolo
La canzone è praticamente uguale alla demo uscita in rete mesi fa, con la sola aggiunta delle parti cantate da Mia e quella piaga sociale di Nicki Minaj. La canzone è carina, per niente epica secondo le aspettative di qualcuno, e probabilmente si piazza tra i peggiori primi singoli della discografia madonniana, subito dopo di 4 Minutes. Ciò non significa che mi faccia cagare. 4 Minutes mi fa cagare.

Give Me All Your Luvin': Il video
Il video è ben riuscito, non si discosta dalla canzone. E' divertente. La fotografia ha un qualcosa di 90's che mi affascina. Madonna, sempre più figa e sempre più simile alla mia professoressa d'italiano del liceo, questa volta non lancia nulla di nuovo apparte una vecchia Sbrodolina. D'effetto l'omaggio a Paola Barale (minuto 2.29) e quello al video di Força! di Nelly Furtado (minuto 1.46).


Il SuperBowl:
Per quasi un'ora e mezza tutto il genere umano gay si è finto interessato al superbowl, me compreso. In realtà mentre cercavamo di capire chi erano i buoni e chi i cattivi e se era regolare che la palla venisse toccata con le mani, l'unica cosa che aspettavamo è la performance di Madonna. Faraonica è l'unico aggettivo che mi viene in mente per definirla in un unica parola e non solo perché è stata aperta da una Madonna vestita da Cleopatra, anche perché non s'è capito bene se davvero era Cleopatra. Lei e il suo trono ricordavano l'antico Egitto, il corteo che tirava la biga ricordava l'antica Roma, e quei gonnellini dorati sembravano più appartenere all'Odissea di Ulisse che alle piramidi. Insomma ancora una volta s'è capito che per gli americani la storia è tutta uguale, una cosa vecchia è una cosa vecchia. Complimenti.
Detto ciò, Madonna non mi è sembrata così tanto Madonna. Era tesa, cadente, e al servizio dell'evento quando invece l'evento doveva essere al servizio di Madonna. Con questo non dico che abbia fatto schifo ma insomma, non mi ha entusiasmato più di tanto.
Nota molto positiva, il palco. Un palco perfetto, con dei background video perfetti, roba da vedere tutti e 12 minuti e mezzo dall'alto.
E diciamo la verità: se una Britney Spears pubblicasse una Give Me All Your Luvin' come primo singolo, verrebbe massacrata.

Ho aspettato per pubblicare questo post. So che parlare male di Madonna può nuocere gravemente alla propria incolumità e non volevo rovinarmi il weekend.



lunedì 12 dicembre 2011

E' Natale canta di più

Cosa succede in una radio quando arriva Natale? Si riprende un pezzo storico natalizio e lo si coverizza nel peggiore dei modi. Tutto ciò è successo anche a RunRadio. Il testo demenziale è stato redatto dal sottoscritto con la supervisione di Franceschina, mia collega speaker e cantante di professione. Il risultato come si può vedere dal video che ho realizzato è una cagata, ma ci siamo divertiti da morire nel farlo.
Detto ciò, Michele e RunRadio.it vi augurano buone feste!